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L'università di domani

Ciao a tutti ragazzi! Finalmente mi sono scrostato di dosso alcuni esami, almeno per questa sessione, e visto che sono fresco fresco, mi chiedevo se anche voi vi sentite solo uno strumento finanziario nelle mani dei professori. Loro decidono unilateralmente i testi su cui dobbiamo studiare, e spesso e volentieri ci impongono pure di acquistarli a carissimo prezzo. Insomma io non sarò certamente uno studente modello, ma devo dire che gli studenti modello cominciano a starmi un po' sul c....! Molti di questi non sembrano rendersi conto che una formazione diversa è possibile! Quando è nata la prima università (Bologna 1100 ca) il rettore era il rappresentante degli studenti, che contrattava tutti i singoli punti dell'insegnamento: retribuzione del professore, orario delle lezioni, giorni di riposo.... E' ora di svegliarsi... di imporsi... è impensabile che la "nostra" formazione ci venga imposta dall'alto. Uno degli ultimi esami che ho fatto (e che dovrò rifare ad aprile) è emblematico: diritto privato comparato, è stato davvero un casino. Il professore, che si crede dio in terra, lo ha rimandato il giorno prima di 5 giorni, ma questo è niente, perché dal punto di vista sostanziale stiamo davvero nella merda: due testi su tre sono davvero dei testi storici, risalgono uno al 1992 e un altro al 1993. Ma vi pare normale studiare il diritto (fenomeno sociale in continua evoluzione) su dei testi di 15 anni fa? A me no! Io comunque sono per l'uniformazione dei libri di testo (un laureato a Palermo dovrebbe avere la stessa preparazione di un laureato di Bolzano) e quindi della formazione, e nel frattempo boicotto i testi ufficiali in favore dei fantastici compendi. Questi si che sono strumenti formativi validi, ed almeno si capiscono perché sono scritti appositamente per gli studenti, e non come i testi ufficiali che sono scritti dai professori per i professori. Se uno studente prova a capirlo deve fare degli sforzi immensi per comprendere dei concetti davvero semplici.

  1. Le mie proposte generali per cambiare la nostra formazione: 
    programmi universitari uguali per tutti e scritti da una commissione di esperti (anche di comunicazione) e non dai singoli professori assetati di denaro;
  2. valutazione della preparazione anch'essa uniforme possibilmente tramite computer (chissà quanti sono quelli che hanno cambiato facoltà solo perché l'esaminatore si era svegliato male);
  3. Il passaggio dalla carta (per ora tassativamente non riciclata) al materiale multimediale. Ma vi immaginate che ficata studiare su dei cd multimendiali che si aggiornano con internet?

Nel giro di pochi giorni i costi dell'istruzione potrebbero abbattersi  e la qualità della nostra formazione subirebbe un'impennata. Senza considerare poi che meno costi significa più uguaglianza tra lo studente ricco e quello non ricco!

 

Riguardo all'attualità credo che Prodi sia sempre stato a capo di un governo fantoccio (al servizio del mercato), ed è bene che sia caduto a causa del suo braccio destro D'Alema (noto guerrafondaio). Ma vi pare normale relegare la questione di Vicenza su un piano prettamente urbanistico? Speriamo che i fantocci che gli succederanno riescano almeno a azzerare i costi di ricarica.

Pubblicato il 24/2/2007 alle 16.47 nella rubrica Diario.

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