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Tutti al mare

E' davvero un bel po' di tempo che non mi faccio vivo ne qui, ne sui vostri splendidi blog... scusate. Dall'ultimo post ad oggi sono successe tante cose, mi sono reso conto che intorno a me ci sono molti più problemi del previsto, e la loro entità è maggiore rispetto alle mie aspettative.

Il primo problema è la gestione dell'Onaosi (Opera Nazionale Assistenza Orfani Sanitari Italiani). Un' ente assistenziale nato più di un secolo fa con buoni propositi, che dal 1994 opera sotto le vesti di una fondazione privata. Non si capisce perché nel 2007, in un paese che da quasi 60 anni si definisce democratico, esista un' organizzazione classista che cura i soli interessi di una piccola "èlite" di persone che non hanno assolutamente bisogno di assistenza.

La maggior parte dei ragazzi "bisognosi" ammessi nelle strutture sono in realtà figli di facoltosi medici benestanti che pagano per usufruire dei servizi venduti a prezzi forfettari dall'Onaosi. Eppure da una lettura superficiale dello Statuto si direbbe che questa organizzazione è senza scopo di lucro che agisce per soddisfare gli interessi degli orfani, e invece fa tutto il contrario.

Il Cda Onaosi è composto perlopiù da medici, che nominati dai rispettivi ordini professionali, da qualche decennio a questa parte sperperano risorse costruendo mega palazzi a Perugia e dintorni destinati ad ospitare rispettivamente colletti bianchi raccomandati oppure vecchi medici benestanti in pensione.

La politica gestionale dove vanno più forte è quella del silenzio e dell'assistenza domiciliare: agli aventi diritto alle prestazioni, quando sono così fortunati da venire a conoscenza dell'esistenza dell'Onaosi, viene fatto credere che la scelta migliore sia quella di restare presso le proprie case, non usufruendo dei servizi e delle strutture, e ricevendo un assegno annuale.

I ragazzi assistiti dall'Onaosi che frequentano le scuole superiori, se restano a casa, magari in un paese disgraziato della Sicilia, ricevono un assegno di 5000 euro circa, mentre se vengono ospitati nelle strutture di Perugia ricevono un' assistenza di 35000 euro circa. Se solo gli aventi diritto venissero informati correttamente, queste splendide strutture non sarebbero strapiene di “figli di papà”.

Ma come è possibile che una fondazione assistenziale operi seguendo gli stessi criteri di una spa? Le strutture di Perugia sono davvero uniche e potenzialmente il massimo che uno studente universitario si potrebbe aspettare: tanti servizi, come la biblioteca, la sala internet, campi da calcio, basket, tennis, palestra...

Purtroppo la gestione di questa nobile idea è affidata a persone cattive che usano la condizione degli orfani per fare i loro sporchi giochi, persone che si fingono gatti quando in realtà non sono altro che cani, persone in grado di trasformare l'eccezione in regola.

Il secondo problema riguarda l'università e in particolare la mancanza di autonomia degli studenti ed il metodo di valutazione della preparazione. In questi mesi ho studiato abbastanza, anche se i miei sacrifici non sono valsi a nulla (almeno a fini universitari) perché sono stato bocciato per due volte in delle strane circostanze.

Il 28 maggio diritto amministrativo. Titolo del libro emblematico: “Teoria e prassi della pubblica amministrazione”, proprio per sottolineare l'abisso che separa una legge dalla sua applicazione concreta. Uno dei più bei testi che mi sia capitato di leggere, ho capito alcune cose circa la distribuzione e l'esercizio del potere pubblico.

La L.241/1990 così come innovata da alcune leggi del 2005, è davvero fondamentale per ogni cittadino, quindi dev'essere prima conosciuta da tutti, e poi se possibile applicata. Tali leggi stabiscono dei diritti fondamentali che sono attribuiti al cittadino in relazione all'attività della pubblica amministrazione (Scuole, Univeristà, autorità indipendenti, enti pubblici anche se privatizzati, Comuni, Regioni, Stato)  

Una delle notizie più interessanti del testo è stata la spiegazione del perché il punteggio degli esami è espresso in 30/30 o 110/110: gli esami andrebbero valutati da tre professori, e le tesi da 11 professori. Ogni professore avrebbe quindi 10 punti su 30. Tutto ciò ovviamente a garanzia di una valutazione il più possibile imparziale.

Tale criterio di imparzialità, che dovrebbe accompagnare l'esercizio di tutte le funzioni pubbliche, ma purtroppo sembra sfuggire alla maggior parte dei docenti universitari, che come nel mio caso valutano gli esami in perfetta autonomia senza consultarsi con altri professori. Ed ecco come la digestione o i problemi sentimentali di “un” professore possono rallentare il tuo percorso universitario.

La seconda materia interessantissima è stata diritto privato dell'informazione e dell'informatica. Sono stato bocciato proprio stamattina, da un professore che aveva prescritto 4 testi cartacei tra cui uno scritto da quel censore di Rodotà, probabilmente suo amico, dal titolo Tecnologie e diritti, Il Mulino, Bologna, 1995. Non ci crederete, ma vi assicuro che non è uno scherzo. Il testo che parla di tecnologia è proprio di 12 anni fa!

Ovviamente non ho osato comprare nessuno di quei testi, ed ho preferito studiare gli argomenti prescritti tramite wikipedia e vari siti che parlavano di trattamento dei dati personali, privacy, diritto di cronaca, commercio elettronico, firma digitale, documento informatico, conclusione del contratto virtuale e tutela del consumatore virtuale.

Davvero un ottimo metodo, dopo questa esperienza di studio gratuito e sostenibile, credo che saranno molti i testi che eviterò di comprare... sempre se riuscirò a passare altri esami!

Da oggi comincia ufficialmente la mia vacanza. Fra due giorni arriva la mia dolce metà che trascorrerà tutta l'estate con me. Questa che arriva si preannuncia come la più bella estate di tutte. Spero di potervi spedire qualche bella o brutta foto dalla Sicilia, anche se non credo che avrò tanto tempo per postare in modo costante.

Ciao e buon tutto!

Pubblicato il 15/6/2007 alle 19.25 nella rubrica Diario.

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