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Ripensamenti

Fino a pochissimi giorni fa ero convinto che la detenzione in carcere fosse il rimedio più opportuno per mafiosi, pedofili, ladri, assassini, politici corrotti (tutti nel caso italiano), stupraturi.... ma dopo aver letto tre fantastici testi universitari (Pena e società moderna - David Garland; Carcere e globalizzazione - Lucia Re; La società della prevenzione - Tamara Pitch) per l'esame di sociologia giuridica, mi sono reso conto che la società attuale dovrebbe e potrebbe essere molto più evoluta quando vuole punire uno dei suoi membri. Nell'ultimo post scrivevo senza minimamente esagerare che il posto più adatto ai politicanti fosse una cella 3X3, ma oggi devo assulutamente ricredermi.La detenzione neutralizza, annienta le persone, le incapacita per sempre. La maggior parte delle volte è progettata in base a standar che scoraggerebbero pure una persona senza cibo e senza casa. Oltre a contenere il fisico, questa agisce anche e soprattutto sull'anima. Tuttavia resta la pena più diffusa nella società occidentale moderna, ed oggi gli USA hanno più detenuti che il Brasile o il Sud Africa sotto l'Apartheid. Pensate che oggi il tasso di detenzione medio nell'Europa a 27 si attesta intorno ai 110 detenuti ogni 100.000 abitanti, mentre in USA 726 cittadini (soprattutto giovani maschi di colore per condanne relative a stupefacenti) ogni 100.000 si trovano in stato di detenzione.
Questa è la situazione ufficiale. Ma c'è di più: oltre ai CPT (Centro di permanenza temporanea) nostrani, ci sono delle strutture simili anche in Kenya, dove migliaia di persone sono detenute per volere dei capi di stato occidentali senza un preventivo controllo giurisdizionale.

Su questi temi tornerò presto. E' stato l'esame che più mi ha aperto la mente in assoluto.

Pubblicato il 1/3/2008 alle 17.3 nella rubrica Diario.

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